Quattro Valli | I Valori
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I Valori

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LE TRADIZIONI DI UNA FAMIGLIA

Questa storia comincia da un incontro avvenuto nel lontano 1882 tra Achille Ferrari, falegname ed esperto bottaio, e Antonio Perini, giovane agricoltore e viticoltore della Val d’Arda. Il loro entusiasmo nel produrre il vino, trasformò questa occasionale collaborazione in una vera e propria vocazione vitivinicola che, esaltata dalla passione, si trasferì di generazione in generazione con sempre maggior impegno e professionalità. Ai loro rispettivi figli, Renato e Guido, il compito di traghettare l’attività attraverso le due guerre. Ai nipoti Marisa, Francesco, Delfino, Emilio, Bernardo, consolidarla e ingrandirla. Ai pronipoti Paolo, Massimo e Stefano condurla con professionalità e passione nel nuovo millennio insieme alle nuove “leve” Alessandro, Giulia e Camilla.

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LA QUALITÀ DI SEMPRE

L’attenzione e il rispetto per i frutti del nostro territorio, da sempre caratterizzano il principio fondamentale della nostra attività. Nonostante la nostra azienda stia crescendo, grazie anche all’avvento dei nuovi mercati esteri, manteniamo il livello di qualità dei nostri prodotti molto elevata. E’ proprio per questo che abbiamo ottenuto a pieni voti la prestigiosa certificazione BRC-IFS che attesta la precisione e la qualità del nostro lavoro: 5.000 bottiglie prodotte in un’ora grazie alla nuova e tecnologica linea di produzione che ci permette di produrre un elevato quantitativo di bottiglie mantenendo integro ed elevato il prodotto finale.

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I PRODOTTI DEL TERRITORIO

Il territorio piacentino, anche se poco conosciuto, regala prodotti unici. Partendo dalle nostre amate viti, abbiamo a disposizione quattro vallate che ci offrono la possibilità di coltivare varie tipologie di vitigni autoctoni e non. L’ortrugo, autoctono piacentino, è unico nel suo genere: un tempo considerato lo scarto, “l’altra uva”, oggi dà vita ad un vino bianco fruttato e floreale, amato da chiunque ne assaggi la sua fragranza. La malvasia di candia aromatica, da cui nasce un vino dal caratteristico profumo inebriante. E grazie all’unione tra bonarda e barbera nasce il gutturnio, il vino rosso simbolo di Piacenza.